domenica 1 febbraio 2009

UN film che ho visto ieri


La sua famiglia appartiene alla Working class, o ancor piu frequentemente alla Middle class di una cittadina americana a meta' tra l' entroterra e la costa. I suoi genitori gli hanno imposto l' educazione maccartista che la televisione, appena arrivata, gli aveva insegnato tramite spot cultural-propagandistici e soap operas in cui recitavano ancora i divi-divini della Los Angeles ai tempi d' oro. Lui e' cresciuto e ha studiato facendo tutto quello che le persone si aspettavano dovesse fare. Si, magari era un troppo mingherlino per diventare il capitano della squadra di football del suo liceo, ma era dotato di buon intelletto e spirito critico. Tanto che diplomatosi si accorge di aver degli ideali e di voler combattere per essi. Egli andra' contro il torpore ottuso in cui la societa' lo vuole incapsulare. Fara' vedere al mondo cio' di cui e' capace. Parte dal basso ma ha stoffa da vendere e spiccate doti retoriche. Basteranno due discorsi in piazza, pronunciati dall alto di un seggiola(perche' un uomo che si fa da solo non ha bisogno dei soldi della sua famiglia) per renderlo un eroe. Una grande folla man mano che i suoi ideali si trasformano in discorsi dotati di rigore logico ed inconfutabilita'( anche in dibattiti contro massimi esperti che hanno studiato quegli argometi da tempo e si sono, ingenuita' loro!, convinti delle loro idee) inizia a seguirlo. Ed e' a questo punto che il Sogno inzia a concretizzarsi. L' amore, una casa ed addirittura il cane! La Volvo no, perche' gli ricorda la sua famiglia, che da tempo l' ha ripudiato. La vita procede, gioiosa e piena come un grande carnevale. Ma le feste prima o poi finiscono. L' amore si stufa di essere considerato secondo agli ideali e se ne va. Col cane. Un amante un po' strano fa capolino nella sua vita, creando problemi e distraendolo dal lavoro. Un antagonista cerca di impedire il suo Operato e di farlo sbandare dalla grande carreggiata(ormai e' famoso in tutta l' America) che sta percorrendo. Lui nonostante tutto lotta e le sue parole, cosi commoventi( del resto si sa che la grande tradizione oratoria americana si basa sul pathos prima che su logos ed ethos) arrivano al cuore della Gente, che ormai lo segue come fosse un idolo. E' diventato un divo. Riallaccia i rapporti col suo grande Amore, proprio quello che all' inizio l' aveva spronato a diventare cio' che ora e'. E tornano amici. Lui e' felice. Ma come tutte le piu' belle cose prima o poi deve finire anche questa avventura. Terminera' con la morte naturale dopo una vecchiaia gratificante passata a giocare a carte bevendo vecchio whisky o con una morte eclatante nonche' inaspettata? Puo' un vero idolo avere un funerale tranquillo in cui vi siano i suoi familiari e pochi intimi o sara' una fiaccolata (con magari Hallelujah di Buckley come sottofondo) ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio?

Il titolo del film non lo rivelo. Semplicemente perche' questa trama e' un puro cliche e potrebbe avere per titolo il nome di un qualsiasi eroe degli anni '70. E benche' la storia sia vera(e dunque non la si possa rendere particolare solo per girare un film) credo che il compito della cinematografia, oggi, sia quello di trovare nuovi metodi espressivi per la rappresentazione di persone o cose normali.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

non sono assolutamente d'accordo con te, anche perchè hai omesso che il lui in questione è gay e si batte per i diritti degli omosessuali, altro che clichè. E' si una storia vera, ed è la storia di una persona che è morta per portare avanti le libertà di cui oggi tutti usufruiscono in America. Il film in questione è MILK ed è un gran film, altro che clichè!! Manuela De Beauvoir

Fioriurlanti ha detto...

Il punto e' proprio questo. Per una storia cosi' interessante e di argomento cosi' attuale ritengo che le scelte registiche siano un crimine. Rendono Milk sostituibile a qualsiasi altro eroe delle rivoluzioni nella societa' di quel periodo(chi si batte per i neri, chi per i gay, chi per le donne..ecc). Considerando poi che Gus Van Sant e' solito intraprendere vie poco o per nulla percorse la delusione e' doppia. Questo film sarebbe potuto essere benissimo di un qualsiasi altro regista americano della stessa generazione. E' questo che intendo. In ogni caso a ciascuno il suo! :D