martedì 18 ottobre 2011

Arrivederci

Salve gente, è una vita che non scrivo.
A presto!
Giulia

domenica 3 ottobre 2010

Ai figli delle famiglie unite


Essere figli di genitori separati è una cosa da adulti. E non si è mai pronti ad esserlo.

Inanzitutto bisogna affrontare il periodo di passaggio dall'unità familiare alla disgregazione. In questo i genitori non sono mai decisi: vado, poi torno. Vado ma solo tre sere alla settimana. Non vado! Massì vado. Vado ma voglio bene all'altro genitore (madre o padre che sia).

La cosa assurda sono poi le riunioni di famiglia in cui sono gli adulti a chiedere ai propri figli se devono lasciarsi. Ne ho sentite tante di storie così. E non riesco ad immaginare che risposta possano desiderare dai propri figli esasperati dall'indecisione.

Uno dei compiti dei figli è quello di consolare i genitori. Se i genitori non hanno il coraggio di chiedere di essere consolati allora fanno diventare i figli la loro consolazione. Quindi i figli sono moralmente obbligati ad andare bene a scuola. A non dare problemi. Ad essere indipendenti. E forti.

Un'altro compito dei figli è quello di imparare molto velocemente a diventare mediatori. Quello che i genitori dicono va smussato e rivisto sotto la lente dell'imparzialità. Alle domande rigurdanti l'altro genitore vanno date risposte ben elaborate, vaghe, pacate e che contengano mezze verità. Un apertura completa non è possibile. E non è credibile. Bisogna imparare a mantenere i segreti, soprattutto quelli che non si vorrebbero sapere.

Col tempo poi si inizia a provare invidia e nostalgia nel sentire gli amici che cenano o vanno in vacanza coi genitori. Che a Natale hanno una famiglia e non due. E anche al compleanno. E in un sacco di altre cose.

Ai figli dei divorziati resta infine la domanda più difficile: è possibile costruire una famiglia se non se ne ha un esempio concreto (e solido) vicino? Si può imparare realmente dagli errori altrui?

Vorrei dire a tutti quelli che hanno la fortuna di avere una famiglia unita, di rendersi conto della fortuna che hanno.


venerdì 23 luglio 2010

Di pace e poesia


E l'acqua si riempie di schiuma il cielo di fumi

la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi
uccelli che volano a stento malati di morte
il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte

un'isola intera ha trovato nel mare una tomba
il falso progresso ha voluto provare una bomba
poi pioggia che toglie la sete alla terra che è vita
invece le porta la morte perché è radioattiva

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie

Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale
ha dato il suo putrido segno all'istinto bestiale
ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario
e tutta la terra si è avvolta di un nero sudario

e presto la chiave nascosta di nuovi segreti
così copriranno di fango persino i pianeti
vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli
i crimini contro la vita li chiamano errori

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie

eppure sfiora le campagne
accarezza sui fianchi le montagne
e scompiglia le donne fra i capelli
corre a gara in volo con gli uccelli

Eppure il vento soffia ancora


Pierangelo Bertoli - 1986

mercoledì 14 luglio 2010

Il mio primo video

Devo migliorare ma come inizio non c'è male!

venerdì 25 giugno 2010

La fine delle lezioni


Le cose più belle accadono quando meno te lo aspetti e non te ne rendi conto finchè non si sono avverate.

Mi è successo quest anno di incontrare tre ragazze stupende. Con le prime due ci siamo conosciute in segreteria mentre ci iscrivevamo al corso di Marketing e Comunicazione di Impresa, con la terza ci siamo trovate a lezione. E' stato per me straordinario scoprire persone che condividessero con me interessi simili e abbiamo avuto la fortuna di avere in comune molte altre cose. La sorpresa più bella è stata rendermi conto che sono passata dal considerarle 'compagne di corso' ad 'Amiche'. Quattro anime affini che si confidano sogni e desideri. Quattro sconosciute che si meravigliano ogni giorno di quanto si possa ridere insieme, consolarsi, arrabbiarsi (soprattutto quando si sforano i tempi delle presentazioni in aula, eh.. ) e scoprirsi vicine. Quattro amiche in bilico tra l'essere donne e sentirsi ancora ragazze.
Grazie a voi tutte, Charlotte, Miranda e Samantha (in rigoroso ordine alfabetico), per aver reso magico questo anno accademico.



mercoledì 23 giugno 2010

Non gli chiedere quello che non può dare

Ragazzo mio, un giorno ti diranno che tuo padre
aveva per la testa grandi idee, ma in fondo, poi....
non ha concluso niente
non devi credere, no, vogliono far di te
un uomo piccolo, una barca senza vela
Ma tu non credere,no, che appena s'alza il mare
gli uomini senza idee, per primi vanno a fondo
Ragazzo mio...un giorno i tuoi amici ti diranno
che basterà trovare un grande amore
e poi voltar le spalle a tutto il mondo
no, no, non credere,no, non metterti a sognare
lontane isole che non esistono
non devi credere,ma se vuoi amare l'amore
tu non gli chiedere quello che non può dare
Ragazzo mio, un giorno sentirai dir dalla gente
che al mondo stanno bene solo quelli che passano la vita a non far niente
no,no,non credere no,
non essere anche tu un acchiappanuvole che sogna di arrivare
non devi credere, no, no, no non invidiare
chi vive lottando invano col mondo di domani



martedì 15 giugno 2010

Di Tiffany&Co.

Ci sono ragazze, a Milano, che applaudono davanti ad una confezione di Tiffany & Co. Ci sono ragazze che girano la città per trovare il vestito perfetto per una cena a lume di candela col ragazzo che hanno o che verrà. Ci sono ragazze, a Milano, che vorrebbero i balli di fine anno americani. Ci sono ragazze che guardano Sex&TheCity e aspettano che il loro Mr.Big arrivi sotto la finestra coi palloncini colorati. Ci sono ragazze a Milano che sognano dichiarazioni d'amore esagerate e se lo confidano tra loro. Le ragazze di Milano non dicono però che si innamorano di più ricevendo un fiore, trovando un cioccolatino sotto al cuscino o passeggiando per mano al Parco Sempione.




domenica 13 giugno 2010

L' opinione # 16



É molto che non scrivo un'opinione.


sabato 12 giugno 2010

When you say I NEED you



E così il sentimento è un fuoco che si alimenta da se. Più ne hai e più ne vuoi.

Se non ne hai da molto tempo vorresti solo provare ad accenderlo.
Oppure non ne senti nemmeno il bisogno.
Se ne hai da un poco ti chiedi come facevi prima.
Se ne hai da molto non te lo ricordi nemmeno, come fosse prima.

Quando si dice che i detti, frasi banali, contengano grandi verità.


lunedì 7 giugno 2010

Un amico marocchino


E così a Tangeri abbiamo conosciuto Rajid. Sorseggiavamo un thè alla menta chiaccherando con due professori belgi trapiantati a Tangeri e lui si è aggiunto alla conversazione. Ci teneva tanto a darci i suoi consigli per vedere le bellezze migliori della città. Non perdetevi quel ristorante! E nemmeno quel punto della città da cui si vede l'oceano! E così ci conduce di gran carriera a prendere un taxi per andare a visitare le Grotte d'Ercole (che poi quell'Ercole lì, lui non l'aveva mai visto eh..). Sale anche lui sul taxi e inizia a raccontarci della sua giovinezza da hippy marocchino. Capelli afro, funghetti e magliette di colori psichedelici. E ora cosa fai Rajid? Faccio il pittore e ho cinque figli. Mia moglie coltiva erba nel nostro giardino e mi prepara il thè ogni pomeriggio. Arriviamo alle grotte. Di qui! Di qui! E via nella grotta con le scimmie e le colombe bianche. Una foto con dietro l'oceano! Va bene Rajid, grazie. Un'altra! E un'altra ancora. Mo basta! Poi di corsa in città a prenotare un ristorante ghe i gari amici idaliani non bossono berdere, dande cose buone! ma il ristorante è sempre pieno e bisogna proprio prendere il tavolo. Grazie Rajid dell aiuto. Magari ci rincontriamo. Addio amici italiani! Dopo una doccia in albergo Allah ha proprio voluto che ci rincontrassimo. Il nostro amico ci aspettava al ristorante. Vuoto. Non ci molla un attimo! Interviene una coppia di padovani, sopraggiunta da poco, intimandogli di lasciarci un po' soli. Non vi siete divertiti con me - occhi da cerbiatto - con tutte le cose belle che vi ho fatto visitare? Si Rajid grazie. Volete del fumo? No grazie, non fumiamo. Nemmeno io! Bugiardo. Mangiamo a quattro palmenti. E anche lui. Chiediamo il conto. Tre menù. Rajid, noi non ti offriamo la cena. Non vi siete divertiti con me - occhi da cerbiatto - con tutte le cose belle che vi ho fatto visitare? Non ti offriamo la cena lo stesso. Ma dacci il tuo contatto così ci sentiamo. Rajid ci porge il suo biglietto da visita.
Guida limousine.