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sabato 6 marzo 2010
martedì 2 febbraio 2010
lunedì 25 gennaio 2010
A single man

A single man è un film estetico. Rappresenta il bello, l'apparenza. Non è poetico ma crudo e reale. Ognuno può trovare almeno un frammento di storia in cui riconoscersi.
Lo zampino di Tom Ford è palese: attori-modelli affascinanti ma non bellissimi (il regista gioca con i loro corpi); interni, vestiti, automobili meravigliosi. Lo stile del film è quello dei capi che disegna: eleganti e ordinati (non ordinari). La fotografia sembra una pubblicità di moda un po' retrò, come quelle che piacciono anche oggi: fortemente contrastata e a volte un po' sgranata.
E poi l' amore. Fortissimo. E la perdita. Struggente. La solitidine. Spiazzante.
Lo consiglio caldamente.
mercoledì 11 novembre 2009
giovedì 19 marzo 2009
Il diciassette porta sfiga
Non ho ancora scritto del concerto dei Killers ( 17 marzo, Forum di Assago). Ma ora lo faccio.
Prima che iniziassero a suonare ho scommesso che non avrebbero fatto I Can't stay perche' e' la mia preferita dell' album nuovo. Ho perso la scommessa. Pero' l' hanno fatta malaccio.
Il concerto l' ho sentito ma non l' ho visto: c' era talmente tanta gente che pur non essendo lontanissima dal palco avevo sempre qualcuno(spesso uomoaltosudatopeloso) a due millimetri dalla faccia. La scenografia era propriamente Killeriana. Palme finte, esplosioni di coriandoli prima e di scintille luminose poi. Almeno per quanto ho visto.
La scaletta (eccola qui di seguito) era ben assortita, pezzi da cantare, pezzi da ballare, pezzi da novanta, pezzi di altri gruppi, blah blah..
Human, This is your life , Somebody, Reasons, I can't stay, Joyride, Bling, Shadowplay, Tranquilize, Spaceman, Smile, Dustland, Sam's Town, Read my mind, Mr. Brightside, All These Things, (pausa), Bones, World We Live In, Jenny, When You Were Young
Ultimo commento per loro. Tipico gruppo americano: simpatici, non si sono sbilanciati troppo, hanno seguito bene la scaletta senza fare variazioni sul tema e ciliegina sulla cake 'Grassie Mylannnno! E' mmmolto belo starrrre qui osggi!'.
Insomma ci e' piaciuto, non entusiasticamente - ma questa e' colpa della calca che c' era -, ma ci e' piaciuto. Spero proprio di potermeli gustare meglio la prossima volta.
P.S. I Luis XIV non meritano commenti. Suonano peggio degli amici di mio fratello in garage.
Prima che iniziassero a suonare ho scommesso che non avrebbero fatto I Can't stay perche' e' la mia preferita dell' album nuovo. Ho perso la scommessa. Pero' l' hanno fatta malaccio.
Il concerto l' ho sentito ma non l' ho visto: c' era talmente tanta gente che pur non essendo lontanissima dal palco avevo sempre qualcuno(spesso uomoaltosudatopeloso) a due millimetri dalla faccia. La scenografia era propriamente Killeriana. Palme finte, esplosioni di coriandoli prima e di scintille luminose poi. Almeno per quanto ho visto.
La scaletta (eccola qui di seguito) era ben assortita, pezzi da cantare, pezzi da ballare, pezzi da novanta, pezzi di altri gruppi, blah blah..
Human, This is your life , Somebody, Reasons, I can't stay, Joyride, Bling, Shadowplay, Tranquilize, Spaceman, Smile, Dustland, Sam's Town, Read my mind, Mr. Brightside, All These Things, (pausa), Bones, World We Live In, Jenny, When You Were Young
Ultimo commento per loro. Tipico gruppo americano: simpatici, non si sono sbilanciati troppo, hanno seguito bene la scaletta senza fare variazioni sul tema e ciliegina sulla cake 'Grassie Mylannnno! E' mmmolto belo starrrre qui osggi!'.
Insomma ci e' piaciuto, non entusiasticamente - ma questa e' colpa della calca che c' era -, ma ci e' piaciuto. Spero proprio di potermeli gustare meglio la prossima volta.
P.S. I Luis XIV non meritano commenti. Suonano peggio degli amici di mio fratello in garage.
domenica 1 febbraio 2009
UN film che ho visto ieri
La sua famiglia appartiene alla Working class, o ancor piu frequentemente alla Middle class di una cittadina americana a meta' tra l' entroterra e la costa. I suoi genitori gli hanno imposto l' educazione maccartista che la televisione, appena arrivata, gli aveva insegnato tramite spot cultural-propagandistici e soap operas in cui recitavano ancora i divi-divini della Los Angeles ai tempi d' oro. Lui e' cresciuto e ha studiato facendo tutto quello che le persone si aspettavano dovesse fare. Si, magari era un troppo mingherlino per diventare il capitano della squadra di football del suo liceo, ma era dotato di buon intelletto e spirito critico. Tanto che diplomatosi si accorge di aver degli ideali e di voler combattere per essi. Egli andra' contro il torpore ottuso in cui la societa' lo vuole incapsulare. Fara' vedere al mondo cio' di cui e' capace. Parte dal basso ma ha stoffa da vendere e spiccate doti retoriche. Basteranno due discorsi in piazza, pronunciati dall alto di un seggiola(perche' un uomo che si fa da solo non ha bisogno dei soldi della sua famiglia) per renderlo un eroe. Una grande folla man mano che i suoi ideali si trasformano in discorsi dotati di rigore logico ed inconfutabilita'( anche in dibattiti contro massimi esperti che hanno studiato quegli argometi da tempo e si sono, ingenuita' loro!, convinti delle loro idee) inizia a seguirlo. Ed e' a questo punto che il Sogno inzia a concretizzarsi. L' amore, una casa ed addirittura il cane! La Volvo no, perche' gli ricorda la sua famiglia, che da tempo l' ha ripudiato. La vita procede, gioiosa e piena come un grande carnevale. Ma le feste prima o poi finiscono. L' amore si stufa di essere considerato secondo agli ideali e se ne va. Col cane. Un amante un po' strano fa capolino nella sua vita, creando problemi e distraendolo dal lavoro. Un antagonista cerca di impedire il suo Operato e di farlo sbandare dalla grande carreggiata(ormai e' famoso in tutta l' America) che sta percorrendo. Lui nonostante tutto lotta e le sue parole, cosi commoventi( del resto si sa che la grande tradizione oratoria americana si basa sul pathos prima che su logos ed ethos) arrivano al cuore della Gente, che ormai lo segue come fosse un idolo. E' diventato un divo. Riallaccia i rapporti col suo grande Amore, proprio quello che all' inizio l' aveva spronato a diventare cio' che ora e'. E tornano amici. Lui e' felice. Ma come tutte le piu' belle cose prima o poi deve finire anche questa avventura. Terminera' con la morte naturale dopo una vecchiaia gratificante passata a giocare a carte bevendo vecchio whisky o con una morte eclatante nonche' inaspettata? Puo' un vero idolo avere un funerale tranquillo in cui vi siano i suoi familiari e pochi intimi o sara' una fiaccolata (con magari Hallelujah di Buckley come sottofondo) ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio?
Il titolo del film non lo rivelo. Semplicemente perche' questa trama e' un puro cliche e potrebbe avere per titolo il nome di un qualsiasi eroe degli anni '70. E benche' la storia sia vera(e dunque non la si possa rendere particolare solo per girare un film) credo che il compito della cinematografia, oggi, sia quello di trovare nuovi metodi espressivi per la rappresentazione di persone o cose normali.
lunedì 15 dicembre 2008
domenica 7 dicembre 2008
Solo un padre
Ecco un film che mi e' piaciuto: ho riso e pianto col protagonista, ho dimenticato di essere al cinema, ho scordato chi fossi e sono uscita con la voglia di essere felice. Con quel desiderio di vivere solo il meglio delle cose che deriva da qualcosa che dia sensazioni forti e travolgenti. Non e' impossibile esprimere a suoni, immagini e parole cosa sia l' amore( quello tra padre e figlia, quello tra amici, quello tra uomo e donna, quello tra genitori e un figlio che ormai e' uomo) e questo film ne e' la dimostrazione.

Voti:
Regia 8
Sceneggiatura 8
Scene e costumi 7,5
Fotografia 8
Colonna sonora 7,5
Non rivelo la trama perche' voglio che andiate a vederlo. E anche se gia' pensate di sapere cosa succedera' sappiate che non e' cosi'.
mercoledì 29 ottobre 2008
martedì 28 ottobre 2008
Chiamiamola recensione #1
Ieri sera ho visto Riprendimi. Ben costruito, ti colpisce come fossi un puntaspilli. La recitazione e la sceneggiatura(G. Mori) sono teatrali, ma all' interno della trama
calzano perfettamente. Il film è infatti costruito secondo il meccanismo della scatola cinese: la cornice è costituita da due documentaristi che riprendono la vita dei protagonisti. Essi sono due giovani, sposati, che condividono(è il verbo giusto, ma per capirlo bisogna aver visto il film) un figlio. Giovanni e Lucia rappresentano la contemporaneità: il precariato, le difficoltà di coppia, l' amore e l' amicizia, l' imprevedibilità della vita. Anna Negri è riuscita a mostrare tutto questo percorrendo una strada lontana dalle sguaiate e topizzate modalità del cinema italiano contemporaneo. Ed è forse per questo motivo che il film, nonstante sia stato apprezzato anche al Sundance Film Festival, non ha riscosso il successo meritato nelle sale italiane.Un film di Anna Nergri . Con Alba Rohrwacher, Marco Foschi, Valentina Lodovini. Genere Drammatico, colore 96 minuti. - Produzione Italia 2008. - Distribuzione Medusa - [Uscita nelle sale: venerdì 11 aprile 2008]
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