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domenica 3 ottobre 2010

Ai figli delle famiglie unite


Essere figli di genitori separati è una cosa da adulti. E non si è mai pronti ad esserlo.

Inanzitutto bisogna affrontare il periodo di passaggio dall'unità familiare alla disgregazione. In questo i genitori non sono mai decisi: vado, poi torno. Vado ma solo tre sere alla settimana. Non vado! Massì vado. Vado ma voglio bene all'altro genitore (madre o padre che sia).

La cosa assurda sono poi le riunioni di famiglia in cui sono gli adulti a chiedere ai propri figli se devono lasciarsi. Ne ho sentite tante di storie così. E non riesco ad immaginare che risposta possano desiderare dai propri figli esasperati dall'indecisione.

Uno dei compiti dei figli è quello di consolare i genitori. Se i genitori non hanno il coraggio di chiedere di essere consolati allora fanno diventare i figli la loro consolazione. Quindi i figli sono moralmente obbligati ad andare bene a scuola. A non dare problemi. Ad essere indipendenti. E forti.

Un'altro compito dei figli è quello di imparare molto velocemente a diventare mediatori. Quello che i genitori dicono va smussato e rivisto sotto la lente dell'imparzialità. Alle domande rigurdanti l'altro genitore vanno date risposte ben elaborate, vaghe, pacate e che contengano mezze verità. Un apertura completa non è possibile. E non è credibile. Bisogna imparare a mantenere i segreti, soprattutto quelli che non si vorrebbero sapere.

Col tempo poi si inizia a provare invidia e nostalgia nel sentire gli amici che cenano o vanno in vacanza coi genitori. Che a Natale hanno una famiglia e non due. E anche al compleanno. E in un sacco di altre cose.

Ai figli dei divorziati resta infine la domanda più difficile: è possibile costruire una famiglia se non se ne ha un esempio concreto (e solido) vicino? Si può imparare realmente dagli errori altrui?

Vorrei dire a tutti quelli che hanno la fortuna di avere una famiglia unita, di rendersi conto della fortuna che hanno.


martedì 15 giugno 2010

Di Tiffany&Co.

Ci sono ragazze, a Milano, che applaudono davanti ad una confezione di Tiffany & Co. Ci sono ragazze che girano la città per trovare il vestito perfetto per una cena a lume di candela col ragazzo che hanno o che verrà. Ci sono ragazze, a Milano, che vorrebbero i balli di fine anno americani. Ci sono ragazze che guardano Sex&TheCity e aspettano che il loro Mr.Big arrivi sotto la finestra coi palloncini colorati. Ci sono ragazze a Milano che sognano dichiarazioni d'amore esagerate e se lo confidano tra loro. Le ragazze di Milano non dicono però che si innamorano di più ricevendo un fiore, trovando un cioccolatino sotto al cuscino o passeggiando per mano al Parco Sempione.




sabato 12 giugno 2010

When you say I NEED you



E così il sentimento è un fuoco che si alimenta da se. Più ne hai e più ne vuoi.

Se non ne hai da molto tempo vorresti solo provare ad accenderlo.
Oppure non ne senti nemmeno il bisogno.
Se ne hai da un poco ti chiedi come facevi prima.
Se ne hai da molto non te lo ricordi nemmeno, come fosse prima.

Quando si dice che i detti, frasi banali, contengano grandi verità.


mercoledì 19 maggio 2010

Bar, pizzerie e non solo



Sarei curiosa di sapere cosa ne pensano le persone riguardo al fatto che noto a Milano un numero sempre maggiore di esercizi commerciali che espongono un cartello con scritto:"Qui accettiamo ogni tipo di clientela". Uno scherzo? O c'e' da preoccuparsi? Cosa significa "ogni tipo di clientela"? Gli esseri umani sono classificabili secondo diverse tipologie? Di che genere? Forse coloro che vengono da una cultura diversa (e non paese), o coloro che hanno un diverso orientamento sessuale fanno parte di un gruppo diverso da quello entro cui si sono classifiati gli esercenti? A mio parere l'esposizione di un tale cartello non fa altro che sottolineare la concezione negativa di diversita' che abbiamo in occidente. E' una comunicazione sbagliata. Forse tra poco arriveremo ad un regime totalitario in Italia, ma fino ad allora cartelli di questo genere sembrano solo evidenziare il fatto che la diversita' sia un problema ("A noi andate bene pero'!").
La maturita' di una cultura, secondo me, sta proprio nell'essere in grado di valorizzare le diversita'. Di trarne arricchimento.


martedì 11 maggio 2010

Tra mille girasoli, tra tutti quei colori

E così, quando sei tanto contento, pensi che qualcosa di brutto ti debba per forza accadere. Qualche problemino deve sicuramente aspettarti dietro l'angolo. Che poi il problema deve avere almeno le dimensioni di un elefante, sennò non ti accorgi nemmeno che ci sia. Poi, tutto d'un tratto, non sei più tu. Decidi di non pensarci e ci riesci. Quando sei davvero felice, non provi invidia. Quando sei davvero felice, sei in grado di goderti il momento. Quando sei davvero felice, il futuro fa un po' meno paura e il passato un po' meno male. Quando sei in grado di ammettere a te stesso che sei davvero felice, lo sei.

venerdì 26 febbraio 2010

Elettrocardiogramma

Sono andata dal dottore oggi.

Mi ha detto che ho un soffio al cuore.

Mi ha detto che ho il cuore spezzato.

Mi ha detto che il cuore si medica da se.

Mi ha detto che devo innamorarmi.

Speriamo: nonostante tutto, non vedo l'ora.


domenica 31 gennaio 2010

Ho messo via






E' un periodo strano questo. Pensavo di avere eliminato una parte della mia vita e invece era in un cassetto. Ma ora il cassetto sta esplodendo, pieno di roba. Sono fotografie, odori, carezze, lacrime, sogni, filmini, oggetti, centimetri di corpo che conosco a memoria. Ho fatto male i conti e ora ho anche gli interessi da pagare. Ma credo di essere sulla buona strada: mi sto facendo travolgere. E l'onda, una volta che si e' infranta contro i suoi ostacoli, scompare e diventa acqua calma, di quelle che ti cullano con la sola nostalgia.

Ho messo via un bel pò di foto
che prenderanno polvere
sia su rimorsi che rimpianti
che rancori e sui perchè
Mi sto facendo un pò di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n'è stato ce n'è ce ne sarà.



venerdì 29 gennaio 2010

Aspetta primavera, Giulia


Ho un sacco di idee per la testa.
Obbiettivi che voglio raggiungere ed esperienze che devo affrontare.
Riguardo la formazione personale oggi ho letto: "Non appena un uomo prende la decisione di raggiungere la perfezione, puo' gia' sperare di fare l'esperienza dell'illuminazione" (Hagakure, Yamamoto Tsunemoto, 1906). E' ora di imboccare il cammino.





giovedì 10 dicembre 2009

Mother, you had me but I never had you

Nonostante sia una persona molto introspettiva, i rapporti familiari sono un'argomento troppo complesso e vicino perchè io riesca ad analizzarli con lucidità. Come posso, se io stessa sono prodotto dei processi di cui faccio parte? In particolare, il nodo che non riesco a sbrogliare in questo momento, è quello che mi porta ad una completa incomprensibilita' riguarto il novantapercento dei comportamenti dei miei genitori. Non riesco a capire se non li comprendo perchè siamo in fasi diverse della vita o perchè io ho un carattere diverso dal loro. Nel primo caso riuscirei anche a farmene una ragione, ma guardandola dal secondo punto di vista, in qualsiasi occasione, gestiscono le cose in maniera profondamente irritante. Facciamo un esempio. Io sono, purtroppo per me, una di quelle persone che si tengono tutto dentro. E quando dico tutto, intendo tutto. Ad esclusione di questo blog, tramite cui i miei amici, a volte, vengono a sapere come sto, sono imperscrutabile. Odio alzare la voce e non litigo mai con nessuno. Mia madre e mio fratello sono l'opposto. Hanno bisogno di sfogarsi, di urlare e appena hanno un problema se lo vomitano addosso. E lo vomitano addosso anche a me. Ecco, ora, gia' mi infastidisce molto essere disturbata nella mia calma zen da queste volgari urla, che fanno tanto mercato del pesce, in piu' devo sopportare settimanalmente discorsi invadenti da parte di mia madre, che alludono al mio inequilibrato stato mentale a causa delle mie reazioni incompresibilmente serafiche. Altri esempi? A bizzeffe, ma è meglio non scrivere proprio tutto. Siamo sul web!
Io intanto me ne resto con la domanda in sospeso. E sono sicura che il tempo risponderà, spero non troppo tardi.


mercoledì 2 dicembre 2009

Solo gli sciocchi


vorrebbero con sè l'unica persona che non possono avere.




mercoledì 25 novembre 2009

E voglio un pensiero superficiale


che renda la pelle splendida,
senza un finale che faccia male,
con cuori sporchi e mani lavate,
a salvarmi, vieni a salvarmi, salvami.

Ho bisogno di essere leggera. Ho bisogno di allontanarmi dal passato fin quando non starò meglio. Ma ricevere dei rimproveri ed accuse pesanti mi mette paura. Ansia per quello che posso e potrei diventare comportandomi in maniera diversa da quella che ero. O forse ora non sono quello che gli altri vorrebbero che fossi. E hanno paura perchè non mi capiscono più. O forse ho paura io perchè non capisco più dove sono i confini. Per una volta nella mia vita sono io, come sono in questo momento della mia vita. E intanto ho fatto un po' male a qualcuno. "Che stronza" mi ha detto lui. Chissà se volevo davvero essere stronza.


Poi lei mi ha detto che io non sono capace di amare nessuno. Non volevo essere stronza, davvero.


mercoledì 4 novembre 2009

Il Dubbio

Ho visto un film illuminante di recente. Si intitola Il Dubbio. Due cose di questo film mi hanno colpita particolarmente.

1) Il significato stesso del dubbio. Gli esseri umani sono esseri buoni ma le loro intenzioni spesso non lo sono altrettanto. La loro esperienza li porta ad essere in un certo modo e in base a questo essi si comportano. Tre sono le tipologie attorno cui si avviluppa il dubbio. La persona che commette (o molto piu' raramente che ha visto commettere) qualcosa nella sua esperienza precedente e vede il male ovunque esso si possa trovare. Questa persona insinua il dubbio. Vi e' poi la persona che incarna il dubbio. La colpa di quest ultima e' quella di non riuscire a mostrarsi apertamente e percio' lascia qualcosa di irrisolto. Lascia che il dubbio si insinui. Vi e' poi la persona buona ed innocente che per sua inesperienza si lascia convincere della bonta' degli esseri umani (prima nelle intenzioni, e si schierera' con la persona che insinua, e poi nelle giustificazioni, e si schierera' con le logiche apologie del soggetto che incarna il dubbio).

2) Una metafora che viene raccontata all' interno del film stesso. La ripropongo a grandi linee
"Un giorno due amiche si ritrovano a spettegolare. Passano ore a parlare di tutto e soprattutto di tutti. Una delle due si sente in colpa e va a confessarsi dal prete. Egli le dice :' Torna a casa, prendi un cuscino di piume, vai sul tetto ed squarcialo con un coltello. Il giorno dopo torna da me.' La donna fa quello che le ha detto il prete ed il giorno dopo si reca da lui. A questo punto lui le dice che l' unico modo per rimediare al peccato e' raccogliere tutte le piume del cuscino. 'Non posso' risponde la donna 'a questo punto saranno volate tutte via ed io non so dove potrebbero esser finite'". Questo e' il pettegolezzo.

Ecco, ora se io potessi esprimere un desiderio esso sarebbe quello che nel momento in cui a me o ad altre persone venisse l' istinto o la voglia di parlare di altri, o peggio ancora di riferire cose dette da altri, non uscisse altro che dalla mia bocca o da quella di altri alcun suono. Parlare e' male ma vivere nel dubbio e' forse peggio (purtroppo le esperienze della vita mi hanno portata ad immedesimarmi, nei confronti di alcune persone, in tutte e tre le parti). Dalla vita per ora ho imparato in ogni caso che non bisogna fidarsi di nessuno (cosa secondo me non esclude l' avere amicizie ed amori profondi e sinceri) e che ogni volta che parlo di altri mi sento in colpa. Percio' ora basta.



domenica 4 ottobre 2009

Sunday Morning

\ Una delle cose in cui sono piu' abile e' nascondere a me stessa il dolore \


martedì 22 settembre 2009

Ventidue settembre


Avevo preparato questo post, per l' equinozio d' autunno.

L' altro giorno passeggiando con L. ci siamo immaginate di essere castagne. Fin da piccoli si cresce all' interno di un guscio che col passare del tempo si ricopre sempre piu' di aculei. Senza le spine non potremmo affrontare i cambiamenti che ci spaventano. Crediamo di essere invincibili da piccoli. Col passare del tempo ci rendiamo conto che gli aculei si spezzano quando qualcosa di troppo doloroso ci colpisce. Crescendo impariamo a stare senza qualche spina, finche', quando la vita finisce, la corazza cade del tutto e restiamo nudi.





domenica 19 luglio 2009

Un post dai contenuti banali

Non voglio essere una di quelle persone che si rendono conto di quello che hanno avuto dalla vita solo nel momento in cui lo perdono. Perciò ora voglio scrivere questa nota come monito a me stessa e quando mi sentirò triste (maledetti ormoni!) o persa la rileggerò.
Nella vita ritengo ci siano poche cose importanti: prima di tutto la salute e il sentirsi amati.
Corna facendo credo fino ad oggi di avere avuto entrambi. E se penso a tutte le cose brutte che mi sono successe non è vero che non contano, ma in fondo mi sono servite anche a essere più forte. Anche se non ho una famiglia perfetta so di avere dei genitori che mi amano. E spero inoltre qualche altro membro della famiglia e non! Quando poi mi lamento della ciccia, degli scomodi occhiali o di altro lo faccio essendo consapevole di essere fortunata: non ho nulla che mi impedisca di poter aiutare fisicamente gli altri (cosa che spesso tutti noi ci dimentichiamo di fare, io per prima). Questa riflessione da finale Disney nasce da una conversazione avuta con una mia amica, che è da me ritenuta la più sana. Non ho altre definizioni per il bellissimo carattere, la sensibilità e l' intelligenza che possiede. Purtroppo ho anche qualche amica e conoscenti che non riescono a vedere tutto quello che hanno. E io vorrei dire ad essi di guardare più il al del loro naso ogni tanto. Perchè potrebbero rendersi conto di avere la possibilità di essere davvero felici. Ho preso l' abitudine da anni di farmi l' esame di coscienza qualche volta. E di conseguenza di impegnarmi a mettermi in discussione. Ho un carattere difficile, sono testarda e permalosa, egocentrica, e tanto altro. (Per Paolo: sono sagggitario!!) Però ci provo a fare qualcosa me stessa e per gli altri. Se tutti si facessero un esamino di coscienza ogni tanto forse il mondo sarebbe un 1% migliore. Ma è già qualcosa.




venerdì 17 aprile 2009

.


A volte provo il desiderio fortissimo di riavvolgere il nastro e fare tutto da capo.
A volte provo il desiderio fortissimo di mandarlo avanti velocemente. Piu' per paura che per curiosita', temo.


mercoledì 25 marzo 2009

Quando finirai gli esami andremo al mare con la macchina

Ve li ricordate i regoli?
Questa sera la valigetta gialla dei regoli e' diventata la valigia dei sogni. Ho aiutato Bea(che oggi faceva finta che era Esmeralda e io ero la capra sua amica. E te pareva.) ad aprirla. Poi coi mattoncini colorati abbiamo costruito i nostri sogni geometrici. Dopo un po' ci siamo stufate e abbiamo deciso che i sogni piu' belli non erano geometrici. Bea mi ha anche detto che la notte scorsa ha fatto dieci sogni. Chissa' come ha fatto a contarli ho pensato io. Il mio sogno piu' bello era fatto di mattoncini bianchi, rossi e indaco. Il mio sogno piu' bello era fatto di profumi e di odori, quelli che ho sentito e vorrei ritrovare. Il mio sogno piu' bello era fatto di immagini colorate, quelle meravigliose che si ammucchiano assieme ai ricordi come vecchie cartoline dagli angoli smussati. Il mio sogno piu' bello era fatto di suoni, di voci, di melodie e di tutte quelle note che ne basta una per farti tornare in mente tutto il resto. Poi alla fine il mio sogno piu' bello era immaginare il futuro come un insieme di tutte le cose meravigliose che mi stanno capitando e che mi succederanno. Perche' le cose brutte succedono negli incubi e non nei sogni; e anche nella vita.



sabato 21 marzo 2009

Affinita' Elettive

Immagina le persone come uno schema. Come una struttura. Un grande contenitore. Ogni cassetto contiene una categoria. In ognuno di noi alcuni cassetti si aprono. Una parte viene aperta da noi stessi. Un' altra parte la aprono la nostra storia, la nostra infanzia, i nostri genitori, i nostri insegnanti, le nostre esperienze. Scegliamo le nostre particolarita'. Eleggiamo le nostre stranezze. Perfezioniamo le nostre caratteristiche. Decidiamo i nostri sentimenti nei confronti delle cose del mondo.
Man mano che alcune categorie emergono ed altre si dissolvono, le persone si scelgono. Si attirano a vicenda e le categorie si fondono ed uniscono. Nel momento in cui il numero di categorie in comune e' molto alto ci si innamora. O si diventa Amici. Ed e' poi quando qualche cosa scuote il nostro ordine che i rapporti cambiano. La costruzione di noi stessi e del nostro mondo non corrisponde piu' a quella degli altri. Un terremoto interiore scuote la nostra struttura, le fondamenta cedono, ed un nuovo equilibrio pone le sue fondamenta. Il punto di partenza per un nuovo rapporto con un mondo rinnovato e con persone diverse. Percio' si parla di equilibrio precario della nostra esistenza, ovvero delle nostre certezze, dei nostri ideali, dei nostri punti di vista.



lunedì 9 marzo 2009

Give me a kiss to built a dream on

* Di recente mi e' capitata una cosa bella. Ho visto una mia amica con gli occhi illuminati, che brillavano. Quando uno si innamora e gli dicono che si vede, non ci crede. Ma quando e' qualcun altro, un persona a cui vuoi davvero bene, ad essere cosi' felice ti rendi conto che nessuno puo' non accorgersi di quello che provi in quel momento. E non ci sono esami, impegni, problemi che tengano: quel sorriso non te lo leva nessuno. E' questa la caratteristica meravigliosa e difficilissima dei sentimenti. Nel momento in cui ti viene in mente anche solo un frammento bello o brutto di sensazione puoi trovarti in un secondo a guardare il cielo (o piu' probabilmente il soffitto) con aria ebete o viceversa appogiarti la testa tra le mani ed abbassare lo sguardo.


* Ieri ho scritto qui: 'Ah come si vive bene a Milano!'.
Oggi continuo
Ah come si vive bene a Milano!
Cosi' bene che ci sono delle feste bellissime a cui andare
Feste cosi' belle che ci va un sacco di gente
Cosi' tanta gente che arrivi davanti al locale all una di notte
E non ti fanno entrare.
In quel posto di mmmerda.

Meglio cosi'. Alla fine ho avuto anche una bellissima sorpresa.


* Questo non centra nulla. Mentre attendo la terza di Californication iniziero' a vedere Mad Men. Chissa', son curiosa.

* Ultima ma non ultima cosa: che bel sole e' uscito! Se solo a Milano riuscissimo a sentire anche il profumo della primavera che arriva. Ieri in giro c' erano tutti gli ingredienti per una bellissima stagione. Le gemme iniziano a buttar fuori i fiori, gli occhiali da sole inziano ad avere un senso. La giacca leggera e' stata tirata fuori dall armadio. Il parco Sempione e' un po' meno verde e marrone. I cristalli di zucchero nella matassa di zucchero filato riflettono i raggi e scintillano tutti. E finalmente anche io smetto di aver le mani fredde. Forse.


Anche la felicita', d' estate, ha un sapore diverso.




mercoledì 25 febbraio 2009

Panico, e' una bufala!


Oggi mi e' arrivata un email che recitava cosi':



ACQUA IN BOCCA: VI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA di Rosaria Ruffini

Mentre nel paese imperversano discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica.Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori. La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto. L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo. Acqua in bocca.

Sono andata a controllare (guarda qui Decreto Legge 112, Articolo 23bis, "5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.") ed in effetti pare proprio che la gestione delle risorse idriche sara' responsabilita' di aziende private. Quello che mi sconvolge e' un altro fatto.

Leggendo un libro di sociologia ho riflettuto su molte cose che fin ora avevo dato per scontate. Una di queste e' la percezione del rischio nella societa' dei media. Il succo del discorso sta nel fatto che cio' che le persone percepiscono come rischio(e cio' che considerano piu' o meno rischioso) e' condizionato dalla mediazione/amplificazione dei mezzi di comunicazione. Ad esempio la maggior parte della gente considera molto piu' pericoloso viaggiare in aereo piuttosto che in macchina; anche se tutti sappiamo che la probabilita' di avere un incidente in auto( corna facendo..) e' molto piu' alta. Se poi cio' che viene dato per rischioso e' espresso da una persona "autorevole" la credibilita' e l' impatto sul pubblico aumentano. La signora Ruffini si presenta come insegnate all' universita' (poco importa che sia docente di teatro allo IUAV). Ed ecco aumentare automaticamente la sua referenzialita'. Incuriosita' dai toni apocalittici dell' articolo qui sopra riportato sono andata a fare qualche ricerca(mi rendo conto superficiale) su internet. Quello che ho scoperto e' che la Veolia gestisce le risorse idriche nell' area di Latina da 7 anni, e quindi non centra nulla con la riforma e che il governo non vendera' le risorse idriche ma semplicemente ne affidera' la gestione a imprese private(le famose multinazionali che ragionano in maniera capitalista e spietata e che provocheranno la famosa corsa mondiale all' "oro bianco" che fara' morire di sete milioni di persone(?!?!?!). Inoltre non vedo perche' termini "cattivi" come multinazionali, capitalismo, merce e guerra debbano essere buttati li' come il prezzemolo tanto per generare ansie e sconforti completamenti inutili. Questo dimostra il potere dei mezzi informatici che distribuiscono capillarmente mail come questa contenenti informazioni false o distorte e generando, a volte, isterismi di massa.
Ripropongo l' articolo con evidenziate le parti veritiere:

Mentre nel paese imperversano discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica.Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori. La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto. L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo. Acqua in bocca.

Da cio' che di vero c' e' in questo articolo(un buon 5%!) possiamo davvero trarre le conclusioni a cui la lettura di quest ultimo vuole portarci?

Consiglio a tutte quelle persone che inviano mail del genere,(intasandomi la casella di posta!! grr), dal bambino che ha bisogno di soldi perche' ammalato in fase terminale a quelle che preannunciano la terza guerra mondiale, di verificare le fonti dai cui prendono le informazioni che diffondono con tanta cupidigia.